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Ferdinando Carulli: Duo in C major op.150, for Guitar and Piano

La figura di Ferdinando Carulli (Napoli 1770 – Parigi 1841) si inserisce senza ombra di dubbio tra quelle di chitarristi, compositori, virtuosi, musicisti di maggior importanza che nell’Ottocento dominarono lo scenario artistico che adornava le capitali della musica dell’epoca, Vienna, Londra e Parigi. Probabilmente ancor prima degli altri ottenne grande successo come concertista e compositore, il suo catalogo annovera 366 numeri d’opus più una serie indefinita di opere non numerate, e successivamente soprattutto come didatta: il celebre Metodo op. 27 gli procurò ampia fama. Non a caso ancora oggi risulta tra i metodi indispensabili per la formazione di tutti quegli appassionati che intendano praticare un approccio significativo allo studio dello strumento. Qualche anno dopo Carulli decise di rinnovare la sua didattica pubblicando un nuovo metodo, il Metodo op.241, con il quale fornisce una guida per il raggiungimento di un livello tecnico effettivamente più avanzato, che però non replicherà mai il seguito del primo. Gli anni in cui svolse la sua attività concertistica e di produzione musicale videro l’affermarsi di una prassi musicale a cui il musicista napoletano diede un suo notevole apporto: la Hausmusik. Si trattava, come si evince dal termine tedesco, di musica prodotta sia per essere eseguita in casa propria da amatori e appassionati sia per essere eseguita in maniera professionale in un ambiente più intimo come quello casalingo, attraverso la quale la borghesia vide un mezzo per imporre la propria egemonia sociale e il proprio prestigio culturale. Lo strumento che in assoluto primeggiò in questo campo fu ancora una volta il pianoforte, anche in ragione della sua versatilità, che insieme al salotto divenne il simbolo di questa nuova pratica musicale. In questo modo la borghesia ebbe accesso a tutta la letteratura strumentale, ma anche sinfonica ed operistica allora disponibile grazie all’uso della trascrizione. […]

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