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Carcani, Venturi, Cavazzoni: Puer Natus

12.90 9.90

  • Artist(s): Barbara Simoni, Coro Gaudium, Daniele Venturi, Fabiana Ciampi
  • Composer: Bepi De Marzi, Daniele Venturi, Domenico Zipoli, Fedele Fantuzzi, Giacomo Monica, Gianni Malatesta, Giorgio Vacchi, Girolamo Cavazzoni, Giuseppe Carcani, Leandro Passagni, Padre Pellegrino Santucci
  • EAN Code: 7.93611610217
  • Edition: Da Vinci Classics
  • Format: 1 Cd
  • Genre: Instrumental, Sacred, Traditional
  • Instrumentation: Choir, Organ
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SKU: C00155 Category:

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Description

L’idea di registrare un cd contenente una miscellanea di composizioni ispirate alla musica popolare natalizia di varia epoca e stile, nasce nella primavera del 2017, in occasione del raggiungimento del venticinquesimo compleanno del coro Gaudium da me fondato e diretto.
Il gruppo ha la propria sede nell’Alto Appennino Bolognese, esattamente a Gaggio Montano; luogo storicamente ricco di musica e cantori popolari.
A tal proposito assai importante è la ricerca sul campo ideata negli anni Settanta dal compianto Giorgio Vacchi (1932-2008) e sviluppata, in particolare, dallo studioso Paolo Bernardini, che ha permesso di “riportare alla luce”, nella sola zona di Gaggio, circa 1400 canti tra brani originali e varianti. Tra queste forme musicali popolari ne sono presenti anche diverse, ed interessanti, di argomento natalizio. Il “filo rosso”, che unisce il percorso musicale contenuto in questo CD, è rappresentato dalla musica d’ispirazione popolare natalizia di ricerca, fortemente impregnata del mistero della Natività. Il titolo del CD Puer natus prende spunto dall’omonimo brano contenuto all’interno della variegata raccolta musicale. Si tratta di un canto tradizionale natalizio in lingua latina di autore anonimo, in modo minore. Alcuni musicologi lo fanno risalire al XIII secolo e alcuni al XIV, ma ad oggi la sua origine è sconosciuta. Il testo originale di questo canto, invece, fu ritrovato in un libro benedettino risalente agli inizi del XIV secolo. L’armonizzazione contenuta nel CD è opera del musicista e direttore di coro veneto Gianni Malatesta (1926). Dello stesso autore è anche la versione del celebre canto natalizio Adeste fideles, composizione in tempo binario e in modo maggiore, la cui origine è assai incerta. L’unica fonte certa emerge dalla documentazione del primo copista che ne trascrisse la musica, il compositore britannico John Francis Wade (1711-1786). Proseguendo con i canti di argomento prettamente natalizio di particolare interesse è anche Canto di Maria, una splendida melodia in tempo ternario e in modo maggiore, molto presumibilmente di origine napoletana. Anche se la sua datazione è incerta, le modalità tipiche della forma musicale alla pastorale la riconducono alla prima metà del XVIII secolo. L’elaborazione contenuta nel CD è di Pellegrino Cesio Santucci (1921-2010). Il compositore romagnolo riesce a creare una sonorità molto efficace, servendosi di una scrittura semplice, in cui le voci procedono, principalmente, in omoritmia. Sempre sul “solco” della musica d’ispirazione popolare, che unisce semplicità e ricerca musicale, si possono inserire anche i miei due brani contenuti nella raccolta: Nana e Dormi dormi bel Bambino. Il primo lavoro è un’elaborazione per coro misto, in forma moderna, di un canto popolare spagnolo assai antico, seppur di datazione incerta. Si tratta di una “canción de cuna”, in tempo ternario e in modo minore, originaria di Valencia in Spagna. Questa tipologia di canto ha come scopo principale quello di cullare il bambino fino a farlo addormentare, la stessa funzione attribuibile alle nostre ninna nanne. Il testo, anch’esso di datazione incerta, è in lingua valenciana: una specie di dialetto meridionale del catalano. Anche il secondo brano Dormi dormi bel Bambino è una mia elaborazione, per coro misto, di una splendida ninna nanna popolare natalizia in tempo binario e in modo maggiore, di origine lombarda e di datazione incerta. Una citazione di questa melodia popolare, pur con una variante musicale un poco diversa, è presente nella magnifica Pastorale per organo di Giuseppe Carcani (1703-1799), interpretata nel CD dall’organista Fabiana Ciampi. In questo brano il compositore lombardo, originario di Crema, inserisce oltre al canto popolare sopra citato, anche altri due temi popolari: La Girolmeta e Vuto Bapo. Il primo è un’aria popolare assai diffusa, specialmente in Lombardia, che viene utilizzata anche dal compositore ferrarese Girolamo Frescobaldi (1583-1643) nei suoi Due capricci su melodie popolari, dai Fiori musicali, (Venezia, 1635). Il secondo è una semplice melodia pentatonale, nota in tutto il Centro Europa e in Francia, ritmicamente assai veloce e dal carattere ipnotico, che alterna un intervallo di terza minore discendente ad una serie di cinque suoni discendenti. Di notevole interesse è anche la Pastorale per organo di Domenico Zipoli (1688-1726), nella quale il compositore toscano riesce a rendere al meglio, in musica, “lo spirito natalizio”, utilizzando una scrittura musicale colta e popolare allo stesso tempo, con ampio uso di bordoni. Altra composizione che utilizza, con notevole insistenza, effetti di bordone è la cantabile Pastorale per organo di Leandro Passagni (1857-1928). In questo brano è interessante l’esperimento musicale operato dagli interpreti, o meglio, l’inserimento della timbrica del violino, suonato da Barbara Simoni, come fosse, realmente, un registro d’organo d’epoca Ottocentesca. Questa composizione ha dei tratti comuni con il brano Alla grotta, ritrovato nel marzo del 1989 a Villa Aiola di Montecchio Emilia nel reggiano, da Fedele Fantuzzi (1956), che è anche l’elaboratore della versione contenuta nel CD. Trattasi con grande probabilità di una composizione d’autore, presumibilmente, di origine strumentale. Altro interessante filone della musica popolare natalizia è rappresentato dai canti dialettali. A questa tipologia appartengono altri due lavori contenuti nel CD: Ninna nanna di Trefiumi e Sia lodà. Entrambi sono da considerarsi, di fatto, composizioni d’autore. Il primo brano, scritto dal violinista e direttore di coro parmense Giacomo Monica (1951), è stato composto traendo spunto da una mazurka popolare emiliana, raccolta, a Trefiumi nel settembre del 1975, dall’autore stesso. Si tratta di una dolcissima ninna nanna in dialetto montanaro della Val di Cedra nel parmigiano, in tempo ternario e in modo maggiore. La seconda composizione Sia lodà nasce dalla fervida fantasia di una delle più prolifere cantrici del “mondo popolare” dell’Alto Appennino Bolognese: Catterina Bruni (1924-2017).
L’autrice, infatti, ha “composto” la melodia del canto, in tempo ternario e in modo minore, adattandola ad un testo dialettale che riteneva nella memoria sin da bambina. Si tratta di una tipologia di “travestimento musicale”, in cui la Bruni adatta un testo dialettale ad una melodia di carattere strumentale; probabilmente originaria del Sud Italia.
In tutta la zona appenninica emiliana, infatti, sono assai rare le composizioni popolari natalizie in modo minore.
Giorgio Vacchi nella sua efficace elaborazione utilizza un’armonia moderna e una conduzione molto lineare delle singole voci. Sempre legato alla Natività, dello stesso Vacchi è anche Pastori, un’espressiva composizione corale d’autore, in tempo binario e in modo maggiore, che prende spunto dai “canti bucolici” d’ispirazione popolare.
Si tratta di un brano al cui interno convivono diverse tecniche compositive antiche, quali l’utilizzo di bordoni, discanti, ritardi, ecc., con un’armonia moderna, assai ricca di dissonanze, dal sapore vagamente Neoclassico. Concludono il percorso di questo CD quattro composizioni mariane di varie epoche e stili. La prima Nitida Stella è un brano anonimo in lingua latina, in tempo ternario e in modo minore, databile tra il XV e il XVII secolo. Alcuni studiosi hanno comparato questa composizione alla forma della “Lauda spirituale” d’epoca Medievale. La seconda composizione di argomento mariano contenuta nel CD è O Santa Madre. Si tratta di un canto sacro probabilmente d’autore, in tempo ternario e in modo maggiore, databile, indicativamente, attorno al XIX secolo. Giorgio Vacchi autore dell’elaborazione ne scrive a proposito: «O Santa Madre racchiude in sé il senso della devozione popolare che in un percorso di fede vede come interlocutrice privilegiata la figura della Madonna».
La terza composizione mariana contenuta nella raccolta è Ave Maria ed è stata scritta dal musicista, compositore e direttore di coro veneto Bepi De Marzi (1935), utilizzando la versione del testo in lingua italiana. Si tratta di una dolce composizione, in tempo binario e in modo maggiore, che prende spunto dal linguaggio musicale d’epoca Rinascimentale. De Marzi tramite la conduzione lineare delle parti, favorisce la cantabilità di ciascuna voce, utilizzando un’armonia antica dalle tinte moderne.
Infine, una particolare attenzione merita la splendida Ave Maris Stella del compositore urbinate, naturalizzato bolognese, Girolamo Cavazzoni (1525ca-dopo il 1577).
Trattasi di un brano, in tempo binario e in forma bipartita, nel quale il compositore marchigiano utilizza una scrittura polifonica dalle tinte vocali, pur non rinunciando a momenti più strumentali in stile “toccatistico”. L’etimologia di “toccata” deriva da “toccare” lo strumento, facendolo, magari, con maestria, grazia e fantasia. Così speriamo, anche noi, con questo nostro percorso musicale, di “toccare” il cuore dell’ascoltatore, proiettandolo in un lontano altrove.
Daniele Venturi

Artist(s)

Barbara Simoni: Diplomata in violino al Conservatorio di Bologna, ha collaborato con diverse orchestre lirico-sinfoniche, sinfoniche e da camera italiane fra le quali: Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, del Teatro del Giglio di Lucca, Sinfonica della RAI, da Camera Fiorentina, da Camera di Mantova. Da vent’anni insegna violino nella scuola media ad indirizzo musicale e si occupa di didattica musicale attraverso vari progetti attivati sia nelle scuole statali che in varie associazioni culturali.

Il coro Gaudium nasce nella primavera del 1992 a Gaggio Montano in provincia di Bologna. Sin dalla sua formazione è diretto da Daniele Venturi. Il repertorio del coro è principalmente basato su canti popolari d'ispirazione popolare. Un attento lavoro di ricerca svolto sul campo da Paolo Bernardini e Daniele Venturi e coordinato da Giorgio Vacchi (1932-2008), ha visto riportare alla luce circa 1400 canti. Tra gli informatori, ricordiamo Catterina Bruni (1924-2017) e Poggi Irma (1923-2018) che è stata, fino alla morte, il Presidente onorario del coro Gaudium. Il gruppo nel corso dei suoi venticinque anni di vita ha tenuto circa trecento concerti, esibendosi in prestigiose cornici sia in Italia che all'estero, ed ottenendo ovunque successo di pubblico e di critica. Il coro Gaudium nel 2003, per festeggiare i suoi dieci anni di attività ha inciso il suo primo cd Coro Gaudium, dieci anni insieme, che comprende i brani più significativi del proprio repertorio. Il 6 ottobre 2012 in occasione della presentazione del libro Cantando un mondo perduto... (Coro Gaudium 1992-2012) di Daniele Venturi, edito da M.A.P.- Musicisti Associati Produzioni di Milano, il gruppo è stato ospite della trasmissione Piazza Verdi di Radio 3 presso l’Auditorium della Rai di Milano.

Fabiana Ciampi: Organista, pianista e cembalista, ha ottenuto una borsa di studio per perfezionarsi a Londra presso la Royal Academy of Music e successivamente per studiare al Royal College of Music, conseguendo il diploma in "Early Music Studies" with honour. Ha frequentato corsi di perfezionamento con molti artisti di fama, in particolare, per la parte organistica, ha seguito i corsi di Luigi Ferdinando Tagliavini, Guy Bovet e Monika Henking. È stata invitata a suonare in varie rassegne sia come solista che in ensemble (Bologna, Ferrara, Mantova, Pistoia, Como, Piacenza, Verona, Senigallia, Cagliari, Berlino, Londra, Edimburgo, Las Palmas). Nel 2004 ha vinto il secondo premio (primo non assegnato) al I Concorso Internazionale di Canto barocco (Napoli - Pietà dei Turchini – Antonio Florio). Ha collaborato con Giorgio Piombini alla realizzazione della rassegna organistica “Itinerari organistici nella provincia di Bologna" giunta quest'anno alla XXXII edizione. È presidente dell'Associazione Arsarmonica, fondata con lo scopo di tutelare il prezioso patrimonio degli organi antichi in area bolognese e diffondere la cultura musicale nel territorio provinciale. Si è laureata brillantemente presso il Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna con una tesi sulle arie e balli popolari del XVII secolo nelle trascrizioni per strumenti a tastiera (2009). Ha proseguito i suoi studi a Ginevra seguendo gli insegnamenti del Prof. Etienne Darbellay (Dottorato di Ricerca). Ha collaborato con Paul Kenyon all'edizione critica dei brani per tastiera di Ercole Pasquini (Suvini-Zerboni editore, Milano, 2015). Ha curato il volume “I suoni ritrovati” - Atti di Convegno (Monzuno, 2008) per i tipi LIM (2016). È stata più volte registrata da Rai 3 regionale e nazionale per i suoi concerti ed interviste, dalla BBC e da emittenti private. Ha inciso e scritto per le case discografiche Tactus, Bongiovanni e Stradivarius (l'ultimo cd “Ruzìr” registrato insieme a Fabio Tricomi sui 4 organi storici della chiesa della SS. Trinità a Bologna, ha riscosso notevoli consensi). Ha insegnato Teoria, ritmica e percezione musicale, Acustica musicale, Composizione tonale I, Ear Training, Semiografia presso i Conservatori di Cagliari, Piacenza e Pesaro e Parma.

Composer

Daniele Venturi was born in Porretta Terme (Bologna – Italy) in 1971. As a composer and choir director he is among the most established of his generation. He studied composition with Gérard Grisey, Giacomo Manzoni, Fabio Vacchi, Ivan Fedele and Luis de Pablo, and orchestral conducting with Piero Bellugi. He is the founder and director of “Coro Gaudium” (1992) (Italian folk songs) and “Arsarmonica Ensemble” (2006). Since 1987 he has done ethnomusicological research in the Bologna and Modena areas, finding interesting ideas for his original compositions. In 2000 he became the assistant director of Pier Paolo Scattolin’s “Choir Voices of Europe”, Bologna (European City of Culture). He has to his credit numerous international composition prizes including: “Gino Contilli”, Messina 2003 (second prize ex-aequo, and honourable mention), “IAMIC”, Toronto 2009, (prize shared between the two Italian composers who participated), “JSCM”, Tokyo, 2010, (the only European finalist), “ISCM”, Belgium 2012, (only Italian composer selected), ISCM-WMD, Slovenia, 2015, (Italian selection SIMC), Soundscape, Maccagno, 2015, (composer in residence), ISCM-WMD, Sud Korea, 2016, (Italian selection SIMC), San Diego New Music, 2016, USA, (Italian composer selected), etc.. His works have been performed in Italy and abroad, and broadcast by several radio and television channels (“Rai Radio Tre”, “Radio Cemat”, “Concertzender Radio”, “Radio Klara”, “Radio France”, “Vatican Radio”, “RAI Italian Television”).He has received commissions from major organizations and concert seasons and his music has been performed in prestigious concert halls such as: Italy: Milan, “Royal Palace”, “Teatro Dal Verme”, “Aula Magna of the Università Bocconi”, Turin, “Gam”, “Lingotto Auditorium”, Genova,”Tursi Palace”, Padua, “Auditorium Altinate/San Gaetano”, Pescara, “Pescara Music Academy Auditorium”, Messina, “Museum of Modern and Contemporary Art” and abroad, Slovakia: “Church of St. Michael Archangel”, Bratislava-Cunovo. Belgium: “STUK Labozaal”, Leuven. Japan: “Bunka Kaikan Hall”, “Tokyo Opera City”, Tokyo. China: “Nie Er Concert Hall”, Chengdu. Thailand: “Chiang Mai Auditorium”. Canada: “Canadian Music Centre”, “Placebo Space”, Toronto, “McGill University”, “Tana Schulich Hall”, Montreal. USA, Columbia University, Auditorium of the Italian Academy, New York, St Botolph Building, Room 01 – New England Conservatory, Boston, EDT Concert Hall at the Haven, Charlottesville, Virginia, Concert Hall, The Arts at UMBC, Baltimora, The Athenaeum Music & Arts Library, San Diego. Estonia, “Peetri Kogudus”, Tartu. Argentina: “Sala La Vidriera the Direcion General de Ensenanza Art”, Buenos Aires, “Institute Superior de Musica”, Santa Fe, Argentina “J. Alvarez Library”, Rosario. Uruguay: “Escuela Universitaria Music”, “Universidad de la Republica”, Montevideo. Azerbaijan: “Fund Zibal Az”, Baku, etc. He has collaborated with international artists, performers and ensembles such as: Dacia Maraini, Germano Sartelli, Irvine Arditti, Garth Knox, Lisa Cella, Mark Menzies, Arne Deforce, Paola Perrucci, Pier Damiano Peretti, Luisa Sello, Takashi Aoyama, Tadayuki Kawahara, Solomiya Moroz, Liu Kai, Elizabeth Farnum, Dan Lippel, William Anderson, Jeremy Bass, Carlos Aguilar, “Pomus Ensemble” from “I Pomeriggi Musicali” – Milan, “Eclectica choir” – Bologna, “Interensemble” – Padova, “Cygnus Ensemble” – New York, “Noise Ensemble” – San Diego, “Le Centre Henri Pousseur” – Brussels, Maria Felix Korporal -Amsterdam, Istvan Horkay – Budapest, etc.. In September 2009, he issued his first Compact-Disc by Bongiovanni (Bologna) entitled “Quattro lembi di cielo” (Four sky pieces) consisting of 12 chamber works, with a preface by the wellknown Italian composer and teacher Giacomo Manzoni, and programme notes by Sandro Cappelletto. In 2010 he taught Choral Conducting and Choral Composition at the “F.Venezze” Conservatoire – Rovigo, Italy. In march of 2013 he has been invited by the “Electronic Music department” of the “SCCM Conservatory” (Chengdu, China) to give a series of lectures on his music. In July 2013 he was commissioned by the “Roger Shapiro Fund for New Music” of Washington and the “ISCM Mid-Atlantic” the composition “Alla luna” for soprano, mandolin and guitar on text by Giacomo Leopardi. In the summer of 2013, the Association “Musica/Realtà” – Milan has commissioned the piece “NOGI” for three pianos, a tribute to Luigi Nono. Among his most recent compositions are included “Achernar” (2014) for piano and orchestra, written at the request of the Venezuelan pianist and composer Marianela Arocha, former president of “SVMC” (“Sociedad Venezolana de Música Contemporánea”), “Aden” (2015) for strings chamber orchestra, written for the “Amadeus Chamber Orchestra” of the “Polish-Radio” directed by Agnieszka Duczmal, and “Nibiru” (2015) for marimba and electronics, piece written at the request of the French percussionist Laurent Mariusse, and will be performed as a world première in autumn 2016 in Argentina. He has recently completed the compositions: “Circus sounds” (2016) for solo flute, dedicated to American flutist Lisa Cella, “Studio sulla lontananza” (2011-2016) for piano, and “11 Haiku” (2016) for coloratura soprano and piano, dedicated to French pianist Pascale Berthelot. In May 2016 Daniele Venturi he was appointed Director responsible of Artistic Committee “AERCO” (“Associazione Emiliano-Romagnola Cori”) which is part of “Feniarco” (“National Federation of Italian Regional Choral Associations”). His compositions have been published by “M.A.P.”, “Rugginenti”, “Sconfinarte”, “Taukay”, “Isuku” and “Da Vinci” Editions. From the 1st of September 2013 his artistic activity is followed by the “Brennecke-Art Management” in Vienna.

Domenico Zipoli (b Prato, 16/17 Oct 1688; d Santa Catalina, nr Córdoba, Argentina, 2 Jan 1726). Italian organist and composer. He was the sixth child born to Sabatino Zipoli and Eugenia Varrochi. The Prato Cathedral organist-choirmasters in his youth were both Florentines: Ottavio Termini (from 1703) and Giovanni Francesco Beccatelli. On 12 September 1707 he petitioned Cosimo III, Grand Duke of Tuscany, for six scudi monthly so that he could study at Florence, where the cathedral organist from 1703 was Giovanni Maria Casini. On 2 February and 9 March 1708 he cooperated with Casini, Caldara, Gasparini and 20 others in composing an oratorio produced at Florence under the supervision of Orlandini by the Compagnia di S Marco, and later that year at the Oratorians’ church in a version with arias by Zipoli replacing those of Omodei Sequi. Supported by a further ducal charity grant, he moved to Naples in 1709 for lessons with Alessandro Scarlatti but left in the same year after disagreements and went to study at Bologna under Lavinio Felice Vannucci; he next went from Bologna to Rome for lessons with the veteran Bernardo Pasquini. Staying in Rome after Pasquini’s death in 1710, he composed two oratorios of which only the librettos survive, S Antonio di Padova (1712) and S Caterina vergine, e martire (1714). In 1715 he was appointed organist of the Jesuit church at Rome and the next year published the keyboard collection on which his fame rests, Sonate d’intavolatura. The Princess of Forano to whom he dedicated the work, Maria Teresa Strozzi, may have been related to the bishop, Leone Strozzi, who had confirmed him at Prato Cathedral on 2 May 1699. Throughout his stay in Rome Zipoli lodged with Filippo Baldocci, prior of S Giovanni dei Fiorentini. Zipoli joined the Society of Jesus on 1 July 1716, and soon after went to Seville to await passage to the Paraguay province. With 53 other prospective Jesuit missionaries he sailed from Cádiz on 5 April 1717. After a violent storm he and the others disembarked in July at Buenos Aires, and after 15 days set out for Córdoba. By 1724 he had completed with distinction the required three years each of philosophy and theology at the Jesuit Colegio Máximo and university in Córdoba. He was ready to receive priest’s orders in 1725, but died (of tuberculosis) without them for lack of a bishop in Córdoba to ordain him that year. Zipoli was one of many excellent musicians recruited by the Jesuits between 1650 and 1750 for work in the so-called Paraguay reductions. His music was much in demand in South America: the viceroy in Lima asked for copies, and as late as 1784 a three-part orchestrally accompanied mass was copied in Potosí and sent to Sucre (Higher Peru, now Bolivia). Jesuit documents of 1728, 1732 and later note his continuing reputation up to at least 1774 in Yapeyú and other Guarany Indian villages from which Europeans were excluded; at one mission, S Pedro y S Pablo, nine ‘motetes’ by Zipoli were listed among the effects left after the expulsion of the Jesuits. In the 1970s some 23 works by Zipoli (including copies of known keyboard pieces) were discovered among a large collection of manuscripts at the San Rafael and Santa Ana missions in eastern Bolivia (they are now deposited at Concepción, Apostolic Vicariate of Ñuflo de Chávez). At San Rafael the Swiss Jesuit Martin Schmid (1694–1772) may have prepared a Spanish drama celebrating the lives of Loyola and Francis Xavier, which ended with a paragraph in the Chiquitano language summarizing the moral of the drama. In 1997 the Argentine scholar Bernado Illari interpolated excerpts into this (including some possibly by Zipoli) to form an ‘opera’, S Ignacio. The charm and winsomeness of Zipoli’s 1716 keyboard works inspired their republication in London by Walsh and in Paris (1741; the harpsichord music only). The first part, for organ, consists of a brilliant prefatory toccata followed by five sets of short versos, each set ending with a canzona (of which much the most elaborate is the last in G minor), two elevations, a post-communion, an offertory and a folklike pastorale. The second part, for harpsichord, contains four short dance suites and two partitas (or variations). Zipoli moved freely between keys, timed his modulations exquisitely, never laboured an imitative point, made a virtue of concision, and wrote melodies instead of mere contrapuntal lines. His South American mass, copied at Potosí in 1784, closing with the ‘Osanna’, exhibits similar virtues. He was the most renowned Italian composer to go to the New World in colonial times and the most famous to have chosen the Jesuit order.

Girolamo Cavazzoni (b c1525; d after 1577). Italian composer, son of Marco Antonio Cavazzoni . Mischiati placed his birth between 1506 and 1512, when both his father and Pietro Bembo were in Urbino, on the basis of a confusion between him and Girolamo de Adaldis, an organist at Mantua from about 1520 to 1564. Certainly, Cavazzoni said that he was born while his father was in Bembo's service, but in the preface to his first publication (Intavolatura libro primo, 1543) he referred to himself as ‘quasi fanciullo’ (probably about 17). He obtained a privilege from the Venetian senate on 31 October 1542 for the printing of this volume. The second volume, which carries no publication date, must have been printed before 1549, the date of the death of its dedicatee, Benedetto Accolti, Cardinal of Ravenna. Ortensio Landi referred to a ‘Girolamo d’Urbino’ in his Cathaloghi (Venice, 1552) as one of the best musicians of that period; and three of Cavazzoni's works were reprinted after 1555, ascribed to Hieronymo d'Urbino. In 1565–6 he supervised the building of the organ in the church of S Barbara, Mantua, and also played the organ there at Mass. He apparently was closely associated with the music-loving Guglielmo Gonzaga, for on 17 October 1565 he requested the duke to purchase some silver spoons for him at Venice. During his Mantuan years Cavazzoni taught the organ to Costanzo Antegnati (1549–1624), son of the organ builder at S Barbara, Graziadio Antegnati. Costanzo's L'arte organica (Brescia, 1608) recalls Cavazzoni as ‘Hieronimo d'Urbino già mio honorato maestro’. Mischiati stated that Cavazzoni was still organist at S Barbara in 1577. Cavazzoni's four ricercares (1543) differ strikingly from the pair published in 1523 by his father, Marco Antonio, for they comprise a series of imitative expositions, each having from three to 19 entries, connected by a few free figurative sections. The large number of entries of a single point and also the appearance of an ensuing point as the conclusion of a preceding one suggest that the stylistic model was the vocal music of Gombert's generation. Unlike Cavazzoni's rather austere ensemble ricercares of 1540 (a 4) and 1551 (a 3), those of 1543 are enlivened by idiomatic cadential flourishes and occasional rapid passage-work; they are, however, almost always supported by continuing polyphony. Aside from modal similarities, there is no indication that the four keyboard ricercares of 1543 were intended to be connected with their ensuing canzonas, hymns or Magnificat settings. Brevity, restricted range, absence of clear cadential points and a subsequent lack of sectionalism distinguish Cavazzoni's two ensemble ricercares from those for keyboard. The two canzonas are modelled on chansons by Josquin and Passereau. They are not transcriptions but arrangements, reducing Josquin's five voices to four, altering pitches of the points of imitation and the times of their entries, radically shortening Passereau's chanson, and introducing passaggi, especially at cadences. The 12 hymns, probably intended to be played in alternation with a choir, present their cantus firmi usually in a single voice, normally superius or bassus (tenor in Jesu nostra redemptio), and only occasionally migrate from one voice to another (e.g. bass to tenor in Jesu corona virginum). Sometimes a brief contrapuntal introduction precedes the statement of the hymn tune, and motifs derived from the tune inspire the surrounding imitative polyphony. The textural severity is lightened by passaggi, which in Christi redemptor omnium are quite extended. Cavazzoni's four Magnificat settings are for alternatim performance. He set the odd-numbered verses, treating the chant not as a cantus firmus, however, but as a source for imitative expositions. Since the chant is both decorated and presented differently in each verse, a series of miniature variations results. The three settings of the Mass are also for organ performance alternating with a choir. The first is based on Mass IV, the second on Mass XI, and the third on Mass IX. The Gloria of the last incorporates some Marian tropes which were customary in masses de Beata Virgine before they were eliminated by the Council of Trent. The compositional style closely resembles that of the Magnificat sections.

Giuseppe Carcani: (b Crema, 1703; d Piacenza, end of Jan 1779). Italian composer, conductor and organist. He succeeded Hasse in 1739 as maestro di cappella of the Ospedale degli Incurabili in Venice, and on 4 September 1744 succeeded G.B. Benzoni as maestro di cappella of Piacenza Cathedral, where he remained until his death. From 1744 to 1760 he also directed the Cappella di S Giovanni in Piacenza, again as Benzoni’s successor, and became a leading light at the Bourbon court of the dukes of Piacenza and Parma, presiding over their musical functions, both official and private. He was disliked, however, by the first minister, G. du Tillot, who in 1760 ordered Carcani to relinquish to his son Giacomo the post he had held since 1745 as musical director of the Congregazione di S Alessandro in Piacenza. In a letter dated 15 June 1768 Hasse expressed the wish that Carcani return to the Incurabili. Although famous in his day, and praised on occasion by Carpani and Caffi among others, Carcani does not now appear to have possessed strikingly individual gifts, following the general tastes and style of his period. His instrumental music inclines towards the Milan school and reflects the transition from the Baroque style to the new sensibility, displaying certain pleasing ideas and technical ability. His operatic arias and duets follow obsequiously the style of Hasse’s without possessing their purely musical gifts.